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Evoluzione del malware: ClickFix e gli infostealer per macOS

Attraverso tre campagne recenti, Sophos X-Ops ha osservato cambiamenti sia nelle esche utilizzate sia nelle capacità dei malware. Gli aggressori che sfruttano le tecniche ClickFix stanno infatti prendendo sempre più di mira gli utenti macOS con infostealer.

Come già evidenziato nel dicembre 2025, ClickFix è una tecnica di social engineering sempre più diffusa, utilizzata dai cybercriminali per indurre gli utenti a installare software dannoso sui propri dispositivi.

A differenza degli attacchi tradizionali basati su exploit, questo metodo si basa interamente sull’interazione dell’utente, solitamente sotto forma di copia e incolla di comandi da eseguire. Ciò lo rende particolarmente efficace contro utenti che potrebbero non comprendere le implicazioni dell’esecuzione di comandi di terminale sconosciuti o offuscati.

Va inoltre sottolineato che, a differenza della maggior parte delle tecniche di phishing moderne, i sistemi di autenticazione resistenti al phishing – come FIDO2 – non rappresentano una difesa efficace contro gli attacchi ClickFix.

Storicamente, le campagne ClickFix hanno preso di mira soprattutto utenti Windows. Tuttavia, già nel giugno 2025 i ricercatori avevano descritto una campagna che utilizzava una variante dell’infostealer Atomic macOS (AMOS), con esche specifiche per macOS basate sulle stringhe User-Agent.

Negli ultimi tre mesi, i ricercatori hanno osservato tre campagne ClickFix rivolte agli utenti macOS che utilizzano l’infostealer MacSync. Sebbene non sia chiaro se le campagne siano state condotte dallo stesso aggressore, è emerso un elemento interessante: un’evidente evoluzione e adattamento di approcci e tattiche.

Questa evoluzione potrebbe essere la risposta agli sforzi di analisi e contrasto delle minacce, ma potrebbe anche riflettere tendenze più ampie di carattere sociale e tecnologico.

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