Nuova ondata di spam via email e twitter: l’esca questa volta è il nuovo melafonino iphone 4g

maggio 13, 2010 Sophos Press Release

Ancora avvolto nel più fitto mistero, il tanto chiacchierato iPhone 4G, la nuova creatura di casa Apple, è già al centro di una massiccia ondata di spam via email e Twitter. A rivelarlo è Sophos, società leader a livello mondiale nel settore della sicurezza informatica, che ha intercettato moltissimi messaggi di posta elettronica pubblicizzanti una ‘vantaggiosissima’, e quindi assai poco credibile, offerta online: “prova il nuovo melafonino e l’iPhone è tuo”.

Parallelamente, Sophos ha individuato una campagna pubblicitaria del tutto simile in corso su Twitter: sfruttando l’enorme curiosità sorta intorno al nuovo prodotto dell’azienda di Cupertino, gli hacker stanno promuovendo sul social network un’altrettanto improbabile offerta, “iPhone 4G gratis”, condendo gli annunci con alcune immagini avatar sexy. Tutto troppo bello per essere vero, naturalmente: per aderire all’iniziativa, in entrambi i casi è necessario fornire il proprio indirizzo email e altri dati personali (nome, indirizzo, password di posta elettronica e data di nascita), che finiscono così nelle mani degli hacker.

"Sebbene non vi sia stato ancora nessun annuncio ufficiale, e probabilmente non ve ne saranno per almeno altri due mesi, il nuovo melafonino Apple è al centro di un tam tam mediatico enorme, soprattutto su Internet”, commenta Graham Cluley, senior technology consultant di Sophos. "Tutto questo clamore gioca indubbiamente a favore dei cybercriminali, sempre pronti ad approfittare dell’ingenuità degli utenti meno smaliziati, desiderosi di testare in anteprima l’iPhone 4G”.

Per evitare di cadere vittima di queste truffe, Sophos raccomanda semplicemente la giusta dose di buon senso: nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, le offerte reclamizzate via spam sono troppo vantaggiose per essere anche vere. “Storicamente, Apple sviluppa i suoi prodotti nel più stretto riserbo, e l’iPhone 4G non fa di certo eccezione, anzi: la casa dell’editor di Gizmodo, popolarissimo blog di tecnologia, è stata addirittura perquisita dagli agenti del REACT (Rapid Enforcement Allied Computer Team), il dipartimento della polizia americana specializzato nel perseguire i reati consumati attraverso la Rete, dopo che il blogger stesso aveva dichiarato di essere in possesso di un rarissimo prototipo del nuovo melafonino”, racconta Cluley. “Tutto questo naturalmente contribuisce ad alimentare la curiosità più sfrenata. Ma per disinnescare la minaccia dello spam sarebbe sufficiente chiedersi: per quale motivo Apple dovrebbe regalare un prodotto che ancora non è stato nemmeno presentato ufficialmente, per di più attraverso una procedura tanto semplice come una sottoscrizione online? Purtroppo non tutti si sono posti questa domanda”.

Per maggiori informazioni sull’ondata di spam via email e Twitter: