Sophos, società leader a livello mondiale nel settore
della sicurezza informatica e nella tecnologia di controllo dell'accesso
alla rete (NAC), ha reso noti i risultati dell'ultima indagine sulla nuova
frontiera del crimine informatico: il social networking. Un sondaggio*
condotto di recente da Sophos ha rivelato che il 63% degli amministratori di
sistema nutre la preoccupazione che i dipendenti condividano troppi dati
personali attraverso i propri profili sui social network, mettendo così a
rischio la rete aziendale e i dati sensibili. I risultati dell'indagine
indicano, inoltre, che un terzo delle aziende è stato vittima di attacchi di
spam, phishing o malware lanciati attraverso i social network come Twitter,
Facebook, LinkedIn e MySpace.
Gli esperti di Sophos sottolineano che da quando il social networking è
entrato a far parte della vita quotidiana di molti utenti, permettendo loro
di scoprire cosa combinano i propri amici, di visualizzare foto o
semplicemente di aggiornare il loro stato online, quantità eccessive di
informazioni vengono aggiornate minuto per minuto. L'uso frequente dei
social network li rende un obiettivo primario per i criminali informatici
che puntano a rubare identità, diffondere malware o bombardare gli utenti di
messaggi di spam.
"Le preoccupazioni nutrite inizialmente da molte aziende in merito alla
produttività dopo l'esplosione del fenomeno Facebook stanno cedendo il passo
alla presa di coscienza che il social networking cela rischi ben più seri",
ha dichiarato Walter Narisoni, Sales Engineer Manager di Sophos Italia.
"Poiché i criminali informatici scelgono di sfruttare questi siti per scopi
illeciti, utenti e aziende incolpevoli si ritrovano sulla linea di fuoco.
Finché gli utenti, però, non apriranno gli occhi rendendosi conto dei
pericoli che corrono e le aziende non inizieranno ad adottare misure
precauzionali per far fronte a queste minacce, assisteremo ad un'escalation
costante".
L'indagine di Sophos conferma che, sebbene un terzo delle aziende continui a
considerare la gestione della produttività come la ragione principale per
controllare l'accesso dei dipendenti ai social network, la minaccia
rappresentata da malware e fuga di dati sta diventando sempre più evidente e
costituisce la principale fonte di preoccupazione per un'azienda su cinque.
Attacchi cibernetici: la nuova frontiera. Gli esperti di Sophos fanno notare
che nel 2009 quattro dei social network più popolari - Facebook, MySpace,
LinkedIn e Twitter - hanno subito un numero non indifferente di attacchi di
spam e malware aventi l'obiettivo di violare i PC degli utenti o sottrarre
informazioni sensibili. Spaziando dalle tradizionali truffe "419" che mirano
a raggirare gli utenti inducendoli a inviare denaro all'estero con
l'espediente che un amico si trova nei guai, al malware camuffato da
messaggi di errore di Facebook, i criminali informatici stanno adottando gli
stessi metodi collaudati di sempre, sfruttando però i social network come
nuova arma per mettere a segno i loro colpi.
Il metodo classico di attacco usato dagli hacker consiste nel violare gli
account rubando nome utente e password - servendosi spesso di phishing o
spyware - per poi utilizzare il profilo della vittima per l'invio di spam o
collegamenti malevoli ad amici e colleghi della stessa. L'indagine condotta
da Sophos rivela che un terzo degli intervistati è stato preso di mira dagli
spammer sui siti di social networking e, analogamente, un terzo (il 21%) ha
subito un attacco mirato di phishing o malware.
"Il volume di messaggi promozionali indesiderati e collegamenti malevoli è
in aumento e a farne le spese sono soprattutto gli utenti di Facebook, che
li ricevono dagli account dei propri amici controllati dagli hacker", ha
aggiunto Narisoni. "Sebbene i social network stiano cominciando a prendere
provvedimenti per arginare il fenomeno - attivando, ad esempio, finestre
pop-up con cui l'utente conferma di voler visitare un certo link esterno -
purtroppo queste misure non sono sufficienti. Occorre che le organizzazioni
adottino una strategia di sicurezza IT basata su criteri di protezione
efficaci, di cui una componente fondamentale è rappresentata dalla
formazione degli utenti. Questi devono imparare a scegliere e gestire
password sicure per impedire ai criminali informatici di assumere il
controllo degli account online, che potrebbero fungere da punto di accesso
alla rete aziendale".
Il blocco totale non rappresenta necessariamente la risposta adeguata.
Poiché il social networking come forma di comunicazione è ormai ben radicato
nelle abitudini quotidiane dei dipendenti, gli esperti di Sophos prevedono
che gli utenti continueranno a condividere informazioni in modo
inappropriato, mettendo a repentaglio la propria identità e, potenzialmente,
l'organizzazione per cui lavorano. In modo analogo, fintanto che gli utenti
continueranno ad abboccare alle truffe organizzate attraverso i social
network, i criminali informatici continueranno a sfruttare le reti sociali,
impadronendosi delle identità per rubare informazioni e lanciare attacchi.
La completa messa al bando dei social network sui luoghi di lavoro,
tuttavia, potrebbe rivelarsi una mossa affrettata, causando più danni che
benefici.
"Negando completamente al proprio personale l'accesso al sito di social
network , le aziende corrono il rischio di indurre i propri dipendenti a
escogitare un modo per aggirare il divieto, creando vulnerabilità ancora più
pericolose nel sistema di sicurezza aziendale", ha spiegato Narisoni. "Non
dimentichiamo inoltre che i siti di social networking possono avere anche
scopi aziendali benefici in alcuni casi, offrendo l'opportunità di creare
contatti con clienti attuali e potenziali".
"In breve, i social network sono destinati ad avere lunga vita, quindi è
importante che le aziende trovino una soluzione pratica per collaborare con
questi siti anziché combatterli. Adottando un approccio olistico -
investendo, ad esempio, in soluzioni integrate di sicurezza e controllo e
dedicandosi alla sensibilizzazione degli utenti - le aziende saranno meglio
equipaggiate per affrontare i rischi connessi ai social network", ha
concluso Narisoni.
Cinque utili consigli per fronteggiare i pericoli insiti nell'utilizzo dei
social network. Al fine di aiutare imprese e utenti a salvaguardare la
propria sicurezza, Sophos ha stilato i seguenti consigli:
1. Sensibilizzate i vostri dipendenti ai rischi connessi alla navigazione in
Internet: accertatevi che tutto il personale sia informato delle possibili
conseguenze delle proprie azioni sulla rete aziendale
2. Valutate l'ipotesi di filtrare l'accesso a certi social network in orari
specifici. L'accesso può essere impostato, per esempio, per gruppi di utenti
o periodi di tempo
3. Controllate le informazioni condivise online dalla vostra organizzazione
e dal vostro personale. Se si tratta di dati aziendali sensibili, valutate
la situazione e agite di conseguenza
4. Rivedete regolarmente le impostazioni di sicurezza Web 2.0 in modo che
gli utenti condividano unicamente informazioni di lavoro con interlocutori
fidati
5. Implementate una soluzione in grado di esaminare tutti i siti web in
maniera proattiva ricercando malware, spam e contenuti di phishing
Per ulteriori consigli su come proteggersi da spam, malware e phishing,
visitare http://www.sophos.com/pressoffice/news/articles/2009/04/social-networking.html (inglese)
*Sondaggio online di Sophos: 709 intervistati, febbraio 2009
Più di 100 milioni di utenti in 150 paesi si affidano a Sophos, considerandoci il miglior metodo di protezione contro minacce complesse e perdita dei dati. Sophos si impegna a fornire soluzioni di sicurezza e di protezione dei dati che siano facili da gestire, distribuire e utilizzare, e che offrano il minore costo totale di proprietà del settore. Sophos offre soluzioni all'avanguardia per cifratura, sicurezza degli endpoint, Web, e-mail e controllo dell'accesso alla rete, grazie al supporto dei SophosLabs: la nostra rete mondiale di centri di prevenzione delle minacce. Con oltre vent'anni di esperienza, Sophos è considerata dai più importanti analisti come uno dei leader nell'ambito di sicurezza e protezione dei dati, ed ha ricevuto molti riconoscimenti di settore.
Le sedi centrali di Sophos sono situate a Boston, USA, e ad Oxford, Regno Unito. Per ulteriori informazioni, visitare www.sophos.com.