Sophos, società leader a livello mondiale nel settore della sicurezza
informatica e nella tecnologia di controllo dell’accesso alla rete (NAC), ha
pubblicato il nuovo rapporto sulle ultime tendenze nel panorama dello spam e
sui dodici Paesi che hanno prodotto la maggior quantità di mail spazzatura
nel secondo trimestre del 2008. Dalle indagini di Sophos emerge un aumento
allarmante del volume di spam in circolazione su Internet tra aprile e
giugno 2008 e la nuova tendenza degli spammer a sfruttare i siti delle reti
sociali come Facebook e i telefoni cellulari per diffondere i propri
messaggi non richiesti.
Il volume di spam registrato dagli esperti di Sophos è cresciuto dal 92,3%
dei primi tre mesi di quest’anno al 96,5% del secondo trimestre, in altre
parole 27 mail aziendali su 28 sono spam.
"Se un’azienda è connessa a Internet, avrà difficoltà nello svolgere le
proprie attività, a meno che non provveda a implementare un’efficace
protezione antispam. In caso contrario, i messaggi di spam avranno il
sopravvento sui messaggi leciti provenienti da clienti e fornitori", ha
dichiarato Walter Narisoni, Sales Engineer Manager di Sophos Italia.
"Occorre ricordare inoltre che alcune tipologie di spam, oltre ad arrecare
disturbo, hanno scopi malevoli in quanto tentano di indurre l’utente a
cliccare su un Trojan allegato o di attirarlo su un sito web infetto. Le
aziende necessitano di una soluzione integrata per la protezione del gateway
da spam e malware, che va aggiornata regolarmente per neutralizzare gli
attacchi informatici lanciati via Internet".
I computer privati controllati dagli hacker si riconfermano fonte di spam. I
messaggi di spam vengono quasi sempre inviati da computer zombie, ovvero
controllati e sfruttati dai criminali informatici per ricavare profitti
illeciti all’insaputa degli incolpevoli proprietari. Si tratta solitamente
di computer privati sprovvisti di adeguata protezione antivirus, firewall o
patch di sicurezza aggiornati.
I dodici Paesi che hanno prodotto la maggior quantità di spam a livello
mondiale tra aprile e giugno 2008 sono i seguenti:
| Posizione |
Paese |
Percentuale |
| 1 | Stati Uniti |
|
| 2 | Russia |
|
| 3 | Turchia |
|
| 4 | Cina (inclusa Hong Kong) |
|
| 5 | Brasile |
|
| 6= | Polonia |
|
| 6= | Italia |
|
| 7 | Corea del Sud |
|
| 8= | Regno Unito |
|
| 8= | Spagna |
|
| 9 | Germania |
|
| 10 | Argentina |
|
| Altri | 37,7% |
La classifica per continente. La distribuzione geografica dello spam per
continente da aprile a giugno 2008 è la seguente:
| Posizione |
Continente |
Percentuale |
| 1 | Asia |
|
| 2 | Europa |
|
| 3 | Nord America |
|
| 4 | Sud America |
|
| 5 | Africa |
|
| Altri | 0,9% |
"Stati Uniti e Russia hanno mantenuto salda rispettivamente la prima e
seconda posizione nella classifica dei maggiori produttori di spam del
secondo trimestre 2008", ha aggiunto Narisoni. "È necessario compiere sforzi
maggiori per sensibilizzare gli utenti sul tema della sicurezza informatica.
I computer vengono controllati da remoto, quindi possono essere sfruttati
dagli hacker non solo per bersagliare gli utenti con una raffica di spam, ma
anche per commettere furti d’identità sottraendo alle vittime informazioni
bancarie e numeri delle carte di credito".
Completa il podio della vergogna la Turchia, che fa registrare un marcato
aumento dello spam inviato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno,
balzando dalla nona posizione del secondo trimestre del 2007 con il 2,9%
alla terza posizione del trimestre appena trascorso con il 6,8%.
Debutta in classifica l’Argentina, responsabile del 2,9% di tutto lo spam
prodotto a livello mondiale, scalzando la Francia dal 12mo posto. Mentre
l’Italia passa dall’ottavo al sesto posto.
"L’economia argentina sta registrando il tasso di crescita più rapido del
continente sudamericano, ciò equivale a dire che un numero sempre maggiore
di computer nel Paese è connesso a Internet", ha spiegato Narisoni. "Gli
spammer assumono facilmente il controllo di computer scarsamente protetti,
ovunque si trovino nel mondo, per creare pericolose reti di computer zombie.
La crescente popolarità dei computer è ormai un dato acquisito, ma la
sicurezza informatica deve restare una priorità assoluta".
Lo spam viaggia su nuovi canali. Gli esperti di Sophos hanno osservato che
gli spammer si servono sempre più frequentemente dei siti di social network
come Facebook e LinkedIn per diffondere messaggi indesiderati contenenti
collegamenti a negozi online, lotterie fittizie e operazioni finanziarie
fraudolente.
"Gli spammer si trovano sempre più spesso a fare i conti con i filtri
antispam aziendali installati sul gateway di posta, che impediscono ai loro
messaggi illeciti di giungere a destinazione. Per aggirare l’ostacolo, gli
spammer sfruttano i siti delle reti sociali come Facebook piazzando messaggi
di spam nei profili degli iscritti. Questi messaggi vengono poi letti non
soltanto dai titolari dei profili, ma da chiunque visiti la pagina in
questione", ha concluso Narisoni.
Nel mese di maggio, il servizio di networking professionale LinkedIn è stato
preso di mira da imbonitori elettronici intenzionati a estorcere denaro con
l’inganno a sprovveduti dirigenti d’azienda. Nella fattispecie gli spammer
offrivano una quota di un fondo ereditario inesistente del valore di 6,5
milioni di dollari, esortando gli utenti a diffidare di proposte non
richieste giunte via e-mail.
Secondo i dati raccolti dagli esperti di Sophos, lo spam che circola per
posta elettronica continua a prevalere sullo spam che sfrutta i siti sociali
come Facebook, Bebo e LinkedIn, ma gli spammer mostrano una crescente
propensione verso metodi di diffusione alternativi.
Un altro canale di diffusione sempre più in voga è rappresentato dai
messaggi SMS inviati ai telefoni cellulari.
Nel mese di aprile il centralino dello Zoo di Dublino è stato tempestato da
oltre 5.000 telefonate di persone che erano state invitate tramite SMS a
chiamare urgentemente un certo numero - risultato poi essere la linea
principale dello Zoo - e a chiedere di una persona inesistente, il cui nome
richiamava un animale, per esempio Anna Conda o G. Raffe.
Curiosamente, il mese successivo, anche gli Zoo di Houston e Brownsville nel
Texas hanno subito simili attacchi.
Servirsi degli SMS per bombardare gli utenti di spam è un modo efficace di
lanciare un attacco improvviso di tipo Denial-of-Service contro il sistema
telefonico di un’azienda. Le offerte degli operatori di telefonia mobile
includono un numero sempre maggiore di SMS mensili gratuiti. Gli utenti
inoltre possono usufruire del servizio gratuito di invio SMS via web.
Pertanto è probabile che gli spammer saranno sempre più propensi a
utilizzare i messaggi di testo per mettere ko le comunicazioni mobili
aziendali.
In aumento lo “spear phishing”.Un fenomeno che ha preso piede negli ultimi
mesi è lo “spear phishing”, consistente nell’invio di messaggi
personalizzati a uno specifico dominio o azienda. Queste mail sembrano
provenire da una fonte attendibile, per esempio un membro del team
responsabile dei sistemi informativi all’interno della stessa azienda del
destinatario e includono richieste di informazioni personali come nome
utente e password. Rispondendo a questi messaggi, i destinatari forniscono
involontariamente informazioni utilizzabili dai truffatori a scopi malevoli
come il furto d’identità. I criminali informatici dediti allo spear phishing
generano gli indirizzi delle vittime usando speciali software o elenchi di
dipendenti scovati nei siti delle reti sociali come Facebook o LinkedIn.
Tra le vittime illustri di recenti attacchi di spear phishing figurano
l’Università di Waterloo, l’Oak Ridge National Laboratory e l’Università del
Minnesota. Tra le numerose organizzazioni che hanno subito attacchi di
questo genere non mancano nemmeno gli istituti di credito.
Sophos consiglia alle aziende di aggiornare la propria protezione antivirus
in modo automatico e di adottare una soluzione integrata sul gateway web e
di posta per proteggersi da virus e spam.
Più di 100 milioni di utenti in 150 paesi si affidano a Sophos, considerandoci il miglior metodo di protezione contro minacce complesse e perdita dei dati. Sophos si impegna a fornire soluzioni di sicurezza e di protezione dei dati che siano facili da gestire, distribuire e utilizzare, e che offrano il minore costo totale di proprietà del settore. Sophos offre soluzioni all'avanguardia per cifratura, sicurezza degli endpoint, Web, e-mail e controllo dell'accesso alla rete, grazie al supporto dei SophosLabs: la nostra rete mondiale di centri di prevenzione delle minacce. Con oltre vent'anni di esperienza, Sophos è considerata dai più importanti analisti come uno dei leader nell'ambito di sicurezza e protezione dei dati, ed ha ricevuto molti riconoscimenti di settore.
Le sedi centrali di Sophos sono situate a Boston, USA, e ad Oxford, Regno Unito. Per ulteriori informazioni, visitare www.sophos.com.