Mail spazzatura: l’Italia in forte ascesa. E’ settima nel mondo secondo la nuova “sporca dozzina” di Sophos

febbraio 11, 2008 Sophos Press Release

Sophos, società leader a livello mondiale nel settore della sicurezza informatica e nella tecnologia di controllo dell’accesso alla rete (NAC), ha pubblicato l’ultimo rapporto sui dodici Paesi che hanno prodotto la maggior quantità di spam durante l’ultimo trimestre del 2007.

Analizzando tutti i messaggi contenenti trappole, ricevuti dalla rete globale Sophos, gli esperti di SophosLabs hanno riscontrato una brusca impennata nel volume di spam proveniente da computer russi compromessi. La Russia è entrata prepotentemente in seconda posizione, totalizzando l’8,3% dello spam mondiale; in altre parole, una mail “spazzatura” su 12 è di origine russa. L’ascesa della Russia si rispecchia nella classifica per continente stilata da Sophos, in cui Asia ed Europa hanno strappato il primato al continente nordamericano.

L’Italia scala la classifica posizionandosi al settimo posto (era 13° nel trimestre luglio-settembre 2007), confermandosi un Paese sempre più colpito dal fenomeno spam, con una percentuale del 3.5% di mail spazzatura inviate solo negli ultimi tre mesi del 2007.

Nello stesso periodo, gli USA hanno prodotto una quantità di spam di gran lunga superiore a qualsiasi altro Paese, a dimostrazione dell’esorbitante numero di computer a stelle e strisce controllati a distanza dagli hacker. Gli Stati Uniti fanno la parte del leone attestandosi sul 21%, ovvero oltre una mail di spam su cinque a livello mondiale è stata inviata da computer statunitensi compromessi.

I dodici Paesi che hanno prodotto la maggior quantità di spam da ottobre a dicembre 2007 sono i seguenti:

Posizione Paese Percentuale
1Stati Uniti
   21,3 %
2Russia
   8,3 %
3Cina (inclusa Hong Kong)
   4,2 %
4Brasile
   4 %
5Corea del Sud
   3,9 %
6Turchia
   3,8 %
7Italia
   3,5 %
8Polonia
   3,4 %
9Germania
   3,2 %
10=Spagna
   3,1 %
10=Messico
   3,1 %
12Regno Unito
   2,5 %
Altri35,7 %

"Anche in Italia il pericolo spam è crescente: il balzo in avanti in classifica conferma che sono purtroppo ancora numerosissimi i computer italiani sprovvisti di protezione che consentono agli hacker di infiltrarvisi e di trasformarli in zombie da cui inviare spam e malware”, ha dichiarato Walter Narisoni, Sales Engineer Manager di Sophos Italia. “Ritengo quindi indispensabile proteggere la rete con le migliori soluzioni di sicurezza”.

La classifica per continente

La distribuzione geografica dello spam per continente da ottobre a dicembre 2007 è la seguente:

Posizione Continente Percentuale
1Asia
   32,1 %
2Europa
   27,1 %
3Nord America
   26,5 %
4Sud America
   12,5 %
5Africa
   1,1 %
Altri0,7 %

Il Nord America è scivolato dalla prima alla terza posizione, essendo riuscito a ridurre il volume di spam prodotto dal 32,3% al 26,5%, ed è stato superato dall’Asia, che si assicura la leadership della classifica seguita dal Vecchio Continente in seconda posizione.

"I criminali informatici, spinti da motivi economici, gestiscono una rete capillare di computer zombie, da cui lanciano le loro campagne di spam. Per loro si tratta di un business estremamente redditizio. Le autorità sono quindi chiamate all’arduo compito di sensibilizzare gli utenti sui pericoli insiti nel cliccare sui collegamenti contenuti nei messaggi di spam o sugli allegati. Inoltre, devono garantire che i service provider aiutino a identificare i computer infetti", ha aggiunto Walter Narisoni.

File MP3 diffondono consigli truffaldini sui titoli azionari

Lo spam di tipo “pump-and-dump”, finalizzato a gonfiare artificialmente il prezzo delle azioni di società pressoché sconosciute, rappresenta una tendenza costante. Uno dei casi più bizzarri di spam azionario risale all’ottobre del 2007: per aggirare i filtri antispam, gli imbonitori elettronici hanno messo in circolazione messaggi e-mail con allegati in formato MP3, camuffati da file musicali di rinomati interpreti come Elvis Presley, Fergie e Carrie Underwood. In realtà, i file contenevano la registrazione di una voce uniforme e monotona, che invitava i destinatari ad acquistare le azioni di una società poco conosciuta.

"Forse alcuni utenti si sono rallegrati credendo di ricevere le canzoni di Elvis, ma devono ignorare queste mail, create appositamente per truffare incauti investitori", ha spiegato Walter Narisoni. "Gli spammer non si fermeranno davanti ad alcun ostacolo pur di far giungere a destinazione i propri messaggi promozionali".

Per maggiori informazioni su come minimizzare l’esposizione allo spam, consultare Semplici misure per evitare lo spam.