Sophos rivela l'ultima "sporca dozzina" relativa alle nazioni produttrici di spam

aprile 07, 2005 Sophos Press Release

Gli Usa continuano a guidare la classifica dall'ultimo report del dicembre 2004

Sophos, azienda leader nella produzione di software antispam e antivirus per le aziende, ha pubblicato oggi i risultati della sua ricerca relativa alle prime dodici nazioni produttrici di spam. I ricercatori dei SophosLabs, la rete globale di centri di analisi dei virus e dello spam di Sophos, hanno esaminato tutti i messaggi spam ricevuti nella rete globale di trappole per lo spam dal gennaio 2005 fino al marzo 2005. In seguito alle analisi, gli esperti hanno scoperto che gli Stati Uniti risultano in cima alla classifica della Sporca Dozzina ancora una volta, avendo esportato in questo periodo il 35,70% di tutto lo spam.

La classifica delle nazioni produttrici di spam è la seguente:

Posizione Paese Percentuale di spam globale
1 Stati Uniti
   35,70%
2 Corea del Sud
   24,98%
3 Cina (inclusa Hong Kong)
   9,71%
4 Francia
   3,19%
5 Spagna
   2,74%
6 Canada
   2,68%
7 Giappone
   2,10%
8 Brasile
   1,95%
9 Regno Unito
   1,57%
10 Germania
   1,23%
11 Australia
   1,22%
12 Polonia
   1,20%
Altri 11,73%

'Anche se gli Stati Uniti sono responsabili di produrre più di un terzo del volume totale dello spam, la percentuale è in diminuzione,' ha dichiarato Gregg Mastoras, senior security analyst in Sophos. 'La percentuale di spam prodotto dagli USA è scesa del 12% da gennaio rispetto alle altre nazioni. Questa tendenza è dovuta al fatto che molti ISP stanno rafforzando le policy aziendali per assicurarsi che non forniscano consapevolmente servizi di rete agli spammer. Alcuni possono speculare e affermare che la legge CAN-SPAM abbia favorito lo spam, ma ad oggi non abbiamo alcuna prova che la diffusione dello spam sia correlata alla legge: il tempo ce lo saprà dire.'

'Il mese scorso Sophos ha stimato che più del 50% dello spam mondiale deriva da computer zombi, cioè PC che sono stati compromessi da hacker o da autori di virus', ha affermato Mastoras. 'Per esempio, molto dello spam inviato dai computer coreani è stato attribuito a computer inconsapevoli, che sono stati mutati in zombi da spammer di altre nazioni quali Cina, Russia e Stati Uniti. Aziende e utenti devono proteggersi da questo pericolo, aggiornando i software antivirus, i firewall e le patch di sicurezza di Microsoft.'

Gli analisti di Ferris Research, società di ricerche di mercato, hanno stimato che il costo dello spam in Italia ammonta a 1.421 miliardi di dollari. L’impatto economico globale dello spam nel 2005 sarà così ripartito, sempre in termini di miliardi di dollari americani: in Inghilterra 2.478 miliardi, in Germania 4.502 miliardi, in Giappone 5.192 miliardi e in Francia 1.785 miliardi.

In un report recente di Ferris Research, è stato stimato che lo spam costerà circa 50 miliardi di dollari globalmente nel 2005. Di questi, 17 miliardi saranno persi solo dalle aziende statunitensi. Per fermare lo spam e per evitare di far parte di questa previsione, Sophos raccomanda che le aziende installino una soluzione consolidata a livello di gateway di posta, che possa proteggere sia dallo spam, sia dai virus.

Sophos afferma che il modo più efficace per le aziende di ridurre lo spam ed altre minacce, sia quello di adottare una difesa multilivello, unita all’implementazione di policy aziendali migliori sull’uso dell’e-mail. Gli utenti possono inoltre imparare come meglio minimizzare l’afflusso delle e-mail indesiderate seguendo poche e semplici linee guida.