Basta con le oscenità online! I lavoratori si aspettano che le aziende si prendano la responsabilità di fermare lo spam offensivo. Lo rivela una ricerca di Sophos

settembre 15, 2004 Sophos Press Release

Una ricerca di Sophos, condotta su più di 1.000 dipendenti di piccole e medie imprese*, rivela che l'87% degli intervistati ritiene che i propri datori di lavoro debbano essere considerati responsabili se non impediscono che le e-mail offensive siano inoltrate alla propria casella di posta elettronica. Per oltre il 50% del campione, inoltre, le aziende dovrebbero attuare misure preventive in modo da bloccare l'arrivo di messaggi indesiderati dal contenuto violento, pornografico o generalmente offensivo nelle caselle di posta dei dipendenti.

"È semplicemente irresponsabile che il personale delle aziende non sia protetto dalle e-mail indesiderate che contengono messaggi offensivi, pornografici o razzisti. È un segno di negligenza da parte dei responsabili delle Risorse Umane", ha commentato Carole Theriault, security consultant di Sophos. "Più della metà degli intervistati è concorde sul fatto che i datori di lavoro dovrebbero fare qualcosa al riguardo. Che poi le aziende si attivino effettivamente su questo fronte, è un altro discorso. La ricerca di Sophos, infatti, mostra che solo un quarto delle piccole e medie imprese ha implementato un software anti-spam".

Oltre a offendere e a distrarre il personale, i messaggi indesiderati comportano una perdita di tempo e riducono inutilmente le risorse di rete. Tutto questo si traduce, per le aziende, in un danno economico. Gli esperti di Sophos stimano che ormai il 50% di tutto il traffico e-mail sia costituito da spam, e ritengono anche che questa percentuale sia destinata a crescere nel corso del prossimo anno.

Nel dicembre 2003 la Gran Bretagna ha promulgato la cosiddetta Privacy and Electronic Communications Regulation che proibisce l'invio di e-mail non richieste a scopo di marketing senza l'esplicito consenso del destinatario. Sfortunatamente questa legge si applica solo ai singoli utenti, mentre le caselle di posta aziendali non sono protette.

"Fino a quando ci sarà la possibilità di guadagnare con l'invio di e-mail non richieste, gli spammer continueranno a vendere in questo modo i loro servizi e i loro prodotti, indipendentemente dal fatto che il contenuto dei loro messaggi sia o meno di dubbio gusto", ha continuato Theriault. "Se si bloccasse lo spam direttamente sul gateway di posta, le aziende non solo risparmierebbero tempo e denaro, ma bloccherebbero anche quei messaggi offensivi che infastidiscono gli impiegati".

* ricerca effettuata da NewBusiness