Sophos identifica la "sporca dozzina" dello spam

febbraio 27, 2004 Sophos Press Release

Stilata una classifica con i dodici Paesi da cui arrivano più numerosi i messaggi indesiderati. L’Italia al 21º posto

Sophos, uno dei leader mondiali nella protezione anti-virus e anti-spam per aziende, ha pubblicato un rapporto sui Paesi da cui proviene maggiormente lo spam. I suoi ricercatori, tramite la rete di laboratori diffusa in tutto il mondo, hanno analizzato centinaia di migliaia di e-mail giunte durante gli ultimi due giorni ed hanno stilato una classifica che identifica la "sporca dozzina" dello spam e che vede in testa gli Stati Uniti, come la nazione che invia il maggior numero di messaggi indesiderati.

  1. Stati Uniti
  2. Canada
  3. Cina (e Hong Kong)
  4. Sud Corea
  5. Olanda
  6. Brasile
  7. Germania
  8. Francia
  9. Gran Bretagna
  10. Australia
  11. Messico
  12. Spagna
56,74%
6,80%
6,24%
5,77%
2,13%
2,00%
1,83%
1,50%
1,31%
1,21%
1,19%
1,05%
Altri 12,23%

L’Italia si classifica al 21º posto, con lo 0,54%, dopo Taiwan e Svizzera (entrambe con lo 0,58%) e prima del Cile (0,53%).

"Gli Stati Uniti risultano essere la nazione peggiore, con quasi il 60% di spam generato nel mondo. E sebbene i Paesi europei siano in questo caso meno responsabili, essi generano comunque milioni di messaggi indesiderati ogni giorno," ha commentato Graham Cluley, senior technology consultant di Sophos. "Lo spam è un problema che riguarda tutti e diversi Paesi hanno cominciato a prendere la faccenda sul serio. Tuttavia le leggi emanate in Inghilterra, per esempio, o in altre nazioni, non proteggono dallo spam proveniente dagli USA o dalla Cina, e viceversa."

I ricercatori di Sophos hanno rilevato anche che, sebbene la maggior parte dello spam venga inviato dai computer americani, molti messaggi indesiderati sono spediti senza che il proprietario del PC ne sia a conoscenza.

"I nostri esperti ritengono che gran parte dello spam sia in realtà creato in Russia, anche se risulta solo 28ma in classifica. Sembra quindi che gli hacker riescano a penetrare nei computer in altri Paesi e ad utilizzarli per inviare spam," ha continuato Cluley. "Alcuni Trojan ed alcuni worm, infatti, consentono agli spammer di prendere possesso di un PC all’insaputa del legittimo proprietario e di utilizzarlo per mandare messaggi indesiderati. Più del 30% dello spam circolante nel mondo è spedito da questi computer e ciò sottolinea ancora una volta l’importanza di un approccio coordinato contro spam e virus."

Al riguardo Sophos ricorda a tutti gli utenti domestici, in particolare quelli che hanno una connessione a banda larga, di assicurarsi che il proprio computer non sia utilizzato a loro insaputa dagli spammer.

Ulteriori informazioni (in inglese) sui metodi per ridurre l'esposizione allo spam.

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